E' disponibile la Gift Card per il classico si fa pop. Di scavi, copie ed altri pasticci

29/01/2019

gift card il classico si fa pop
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Una Gift Card per visitare Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci. Valida per entrambe le sedi di mostra – Crypta Balbi e Palazzo Massimo - il nuovo biglietto, al costo di 13 euro, e online con un supplemento di 2 euro, acquistabile in tutte le sedi del Museo Nazionale Romano permette ai visitatori di accedere alla mostra, una sola volta, anche in giorni diversi, fino al 7 aprile 2019.

Il classico si fa pop. Di scavi, copie e altri pasticci – promossa dal Museo Nazionale Romano diretto da Daniela Porro, con Electa – è stata ideata da Mirella Serlorenzi, che l’ha curata con Marcello Barbanera e Antonio Pinelli. Racconta gusti, forme e mode dell’antico, dall’età classica ai giorni nostri, passando per la stagione del Grand Tour, quando nasce il gusto per il souvenir. Una storia che nasce da una scoperta avvenuta nel 2010 nel rione Monti a Roma, quella dell’atelier di Giovanni Trevisan (1735-1803), detto il Volpato. Artista e incisore, amico di Antonio Canova e di Angelica Kaufmann, contava tra i suoi clienti il re Gustavo III di Svezia e l’imperatrice Caterina II di Russia. Realizzava prodotti raffinati ed eleganti per un pubblico colto e d’élite desideroso di possedere tanto originali di età romana, quanto repliche di piccole dimensioni. Il museo della Crypta Balbi è il luogo ideale per l’esposizione dei materiali rinvenuti nell’indagine archeologica che ha riportato alla luce l’atelier di Volpato. I frammenti recuperati documentano una serie di ceramiche da tavola, finora poche note, e un piccolo campione della creazione di statuette a tutto tondo che costituiscono il prodotto più conosciuto e pregiato dell’artista, come lo straordinario centrotavola il Trionfo di Bacco e Arianna.

A Palazzo Massimo, invece, viene messo in particolare evidenza il tema della serialità artistica in tutta la sua complessa varietà. Gli stessi Discoboli, nella collezione permanente del Museo, dimostrano anche per l’età classica l’esistenza della riproduzione di opere d’arte da originali greci. Ancora oggi il Discobolo resta un’immagine potente nella cultura contemporanea, come si evince dallo scultoreo torso fotografato da Mapplethorpe, in mostra. Così come all’Ermafrodito dormiente, copia di epoca romana di una figura di età ellenistica, s’ispirano tanto Canova quanto Francesco Vezzoli, come dimostrano gli eccellenti prestiti. Modello antico, versione neoclassica e contemporanea si fronteggiano, con significati distanti tra loro. La mostra si avvale di un caleidoscopico allestimento che ricorre a proiezioni e magici giochi di luci e ombre per moltiplicare, scandire, accentuare forme, innesti, imitazioni, multipli e trasformazioni, rendendo espliciti i contenuti dell’esposizione, che ad oggi ha riscosso l’attenzione di un ampio e giovane pubblico. I temi della rassegna sono approfonditi nel catalogo edito da Electa.