Lo scavo del sito di Montecorvino (Foggia) Conferenza di Pasquale Favia e Roberta Giuliani dell'Università di Foggia

Crypta Balbi

17 maggio 2018 - Conferenza

Sito di Montecorvino (Foggia)
Sito di Montecorvino (Foggia)

Siamo all'undicesimo incontro del ciclo di conferenze Scavi in Corso, promosso dal Museo Nazionale Romano, diretto da Daniela Porro. L'iniziativa a cura di Mirella Serlorenzi, responsabile di Palazzo Massimo e Crypta Balbi, in collaborazione con l'Associazione Archeologi Medievali Italiani, è finalizzata alla conoscenza delle ultime acquisizioni archeologiche di età medievale e alla ripresa di un dibattito sul metodo, dall’indagine alla comunicazione dei dati. La rilevanza dei resti conservati nel sito di Montecorvino, che ogni anno il 16 maggio fanno da scenario a una processione popolare, e la persistenza del toponimo “Montecorvino” nei moderni vicini centri di Pietramontecorvino e Motta Montecorvino, costituiscono preziosi elementi per difficili ma praticabili itinerari di archeologia e memoria condivisa. Il sito abbandonato di Montecorvino è ubicato sulle prime pendici dei Monti Dauni che orlano la piana del Tavoliere. L’insediamento è attestato documentariamente come kastron, città murata, dalla prima metà dell’XI secolo; il processo di disarticolazione demica appare innescato fra il XIV e il XV secolo. Dello stanziamento costituiscono memoria visibile ancora gli imponenti resti della torre castrense e le rovine della cattedrale. Dal 2006 è operativo un progetto di indagine archeologica su Montecorvino da parte del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia. Il sito è stato selezionato per la pluralità e articolazione dei temi di ricerca che esso propone: la natura degli insediamenti urbani minori tardobizantini in Italia meridionale, con funzione di popolamento e strategica al tempo stesso; la loro evoluzione in senso più spiccatamente castrense in età normanno-sveva; le relazioni insediative e ambientali fra Tavoliere e paesaggi subappenninici; i quadri produttivi ed agro-silvo-pastorali del pieno e basso Medioevo di Capitanata; le tipologie delle architetture religiose (cattedrale, residenza vescovile, le stesse aree funerarie) e militar-signorili (le trasformazioni del complesso castrense, corredato di terrapieno e fossato); l’ampiezza e l’intensità del fenomeno dell’abbandono degli insediamenti in Daunia fra Tardomedioevo e prima Età moderna. La ricerca inoltre è stata combinata con una ricognizione dedicata all’ager Lucerinus - Monti Dauni Settentrionali