Collare per schiavi

Collare di schiavo zoom
Collare di schiavo
Appartenenza oggetto
Altrui
Categoria
Oggetti d'uso
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Lazio, RM
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale Romano -Terme di Diocleziano
Luogo di collocazione
Sala VIII
Inventario
65043
Materia e tecnica
Collare in ferro con piastrina in bronzo; tornitura
Datazione
IV – V secolo d.C.
Provenienza
Provenienza ignota (Museo Kircheriano)
Dimensioni
Diametro collare 12 cm; piastrina 5 x 5 x 0,1 cm; lettere 0,7 cm.
Diritti oggetto digitale
Archivio fotografico MNR. Licenza: CC BY NC SA
Diritti oggetto analogico
Museo Nazionale Romano
Coordinate geografiche
41°54′10″N 12°29′54″E
Link interno
Terme di Diocleziano

Descrizione breve

Collare in ferro con piastrina in bronzo contenente l’epigrafe relativa a una promessa di ricompensa per chi avesse riportato lo schiavo fuggito al padrone Zonino (Fugi, teme me; / cum revocu / veris me d(omino) m(eo) / Zonino, accipis / solidum.).

Il collare era utilizzato come elemento di riconoscimento degli schiavi, introdotto in seguito alla legge di Costantino del 31 marzo del 316 d.C. che vietava la marchiatura a fuoco sul viso. Oltre a segnalare la condizione giuridica dell’individuo, il collare consentiva, in caso di fuga dello schiavo, la sua restituzione evitando al contempo la sua usucapione.

Il testo della piastrina poteva contenere diverse informazioni: l’ordine di riconsegnare il fuggitivo, il nome dello schiavo, quello del padrone con la sua eventuale professione e il luogo dove doveva essere riconsegnato lo schiavo. Tutte queste informazioni rendevano il collare uno strumento indispensabile contro il pericolo di fuga e soprattutto contro l’azione di coloro che si impossessavano degli schiavi altrui.

Bibliografia

Terme di Diocleziano. La collezione epigrafica (a cura di R. Friggeri, M.G. Granino Cecere e G.L. Gregori), Milano 2012, p. 523