Ara degli scribi

Ara degli scribi, fronte (inv. foto 547512)zoom
Ara degli scribi, fronte (inv. foto 547512)
Appartenenza oggetto
Altrui
Categoria
Scultura
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Lazio, RM
Città
Roma
Luogo di conservazione
Museo Nazionale Romano -Terme di Diocleziano
Luogo di collocazione
Sala VI
Inventario
475113
Materia e tecnica
Marmo; bassorilievo
Datazione
metà I secolo d.C.
Provenienza
Roma, via di Porta San Sebastiano 14-16, ex vigna Moroni-Casali, tomba 1
Dimensioni
Lunghezza 126 cm; altezza 67 cm; profondità 43 cm; lettere 1,5-1 cm.
Diritti oggetto digitale
Archivio fotografico MNR. Licenza: CC BY NC SA
Diritti oggetto analogico
Museo Nazionale Romano
Coordinate geografiche
41°54′10″N 12°29′54″E
Link interno
Terme di Diocleziano

Descrizione breve

Ara-cinerario di forma parallelepipeda e di proporzioni molto slanciate: pur se lavorata in un unico blocco, è immaginata come composta strutturalmente da due elementi sovrapposti di differente funzione, il superiore di cinerario, l’inferiore di ara sepolcrale. Sui due fianchi dell’ara vi è una scena di simposio, che allude alla felicità oltremondana. Nella parte inferiore del monumento sono raffigurate due scene che rappresentano l’attività professionale dei defunti: al centro di una sorta di predella è collocato un tavolino dalle gambe tornite su cui è ordinata una pila di grandi tabulae scrittorie.

Sulla fronte dell’ara-cinerario sono incise due iscrizioni; l’una sul corpo dell’ara, l’altra sul coperchio. Esse si riferiscono a due fratelli Q. Fulvius Priscus e Q. Fulvius Faustus accomunati dalla stessa professione: i due personaggi erano entrambi scribi a servizio degli edili curuli, di rango senatorio. Probabilmente il monumento fu commissionato dal padre Q. Fulvius Eunus.

Appartenenti alla categoria degli apparitores, assistenti dei magistrati principali, gli scribae svolgevano la mansione di segretari addetti a funzioni amministrative; principalmente liberti, ma spesso anche equestri, gli scribi avevano facilità ad accedere a posizioni sociali superiori grazie al contatto privilegiato con uomini di potere.

Per quel che concerne la datazione, grazie ad elementi stilistico-antiquari, è possibile collocarla tra il 25 e il 50 d.C.

Bibliografia

Terme di Diocleziano. La collezione epigrafica (a cura di R. Friggeri, M.G. Granino Cecere e G.L. Gregori), Milano 2012, pp. 355-362.

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