Il Museo dell’Arte Salvata, ospitato nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, si arricchisce di nuove opere, ancora una volta recuperate nel corso di indagini condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, la più recente delle quali ha consentito di rimpatriare numerosi materiali lo scorso dicembre.
Grazie a queste operazioni, vengono ora presentate al pubblico, per la prima volta, nell’ambito della mostra “Nuovi recuperi”, quattro antefisse etrusche, appartenenti alla decorazione di un edificio di culto del VI-V secolo a.C. in località Campetti di Veio (Roma) accomunate dal medesimo destino: trafugate dall’area archeologica in periodi e momenti diversi, sono state immesse sul mercato antiquario internazionale e hanno raggiunto destinazioni molto lontane tra loro.
Le antefisse appartengono al tipo composto da Menade e Sileno danzanti, una delle quali individuata sul mercato antiquario statunitense nel 2025, grazie alla collaborazione dell’Associazione per il Recupero dei Crimini Artistici (ARCA), confrontabile per tipologia e dimensioni con altre tre, del medesimo tipo, già rimpatriate in Italia in precedenti operazioni del Comando Carabinieri TPC. Dal punto di vista tipologico, si aggiungono alla serie raffigurante una sola menade danzante con crotali e stivaletti dalla punta rialzata, sempre proveniente dall’area archeologica di Campetti di Veio, e attualmente conservata nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Le opere in questione sostituiscono le due statuette etrusche in bronzo del III sec. a.C., rispettivamente il togato recuperato nel dicembre 2007 negli USA e il togato recuperato il 31 maggio 2025 in Belgio, trasferite al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia in occasione della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”.