Storia del Museo Nazionale Romano

Il Museo Nazionale Romano fu istituito il 7 febbraio del 1889.

La creazione di un “Museo delle Antichità nella Capitale del Regno” fu un’esigenza avvertita non appena Roma divenne la Capitale d’Italia nel 1870. Con l’espansione urbanistica volta ad adeguare la città al suo nuovo ruolo di capitale, si rinvennero numerose opere, spesso di eccezionale valore artistico; si confermava così la necessità di realizzare un museo in cui esporre e raccontare la grandezza del passato celebrando l’ambizione di un Paese finalmente unito.

La scelta cadde sulle Terme di Diocleziano e su parte del chiostro michelangiolesco, già utilizzato come deposito dei materiali archeologici rinvenuti nel corso della costruzione del vicino Ministero delle Finanze. Nel Museo confluirono inoltre numerosi altri materiali provenienti da raccolte preesistenti, come il Museo Kircheriano, e dalle acquisizioni di sculture e collezioni di rilievo appartenute a nobili famiglie romane, tra cui la celebre Collezione Ludovisi. Al momento della sua istituzione, il Museo dispose di una minima parte degli ambienti Terme, occupate dalle più varie istituzioni e attività, dall’ Ospizio Margherita di Savoia per i poveri ciechi, negli spazi appartenuti alla Certosa, al celebre Caffè Concerto Al Diocleziano nell’Aula V. La scelta del Comitato Esecutivo per le Feste commemorative del 1911 in Roma di ospitare nelle Terme di Diocleziano la Grande Mostra Archeologica per le celebrazioni dei 50 anni dell’Unità di Italia rappresentò un’importante occasione per liberare l’intero complesso e riportarlo alla sua dimensione originaria di monumento archeologico.

Un nuovo capitolo della storia del Museo si aprì agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso. Grazie alla Legge speciale per le antichità di Roma del 1981 furono acquistati Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e l’intero isolato della Crypta Balbi, mentre le Terme di Diocleziano furono interessate da importanti lavori di restauro. Il Museo fu quindi riorganizzato in quattro sedi, ognuna con la propria specificità: Palazzo Altemps, aristocratica dimora cinquecentesca, fu dedicato alle collezioni storiche e al racconto del collezionismo mentre a Palazzo Massimo furono esposti i capolavori della produzione artistica romana rinvenuti nella città di Roma e del suo territorio. Le Terme di Diocleziano, con i suoi monumentali spazi, accolsero il Museo della Comunicazione Scritta dei Romani e il Museo di Protostoria dei Popoli Latini. A seguito di una sistematica ricerca archeologica, fu allestita la sede della Crypta Balbi e la relativa area archeologica. A Palazzo Massimo fu inoltre trasferito alla fine degli anni Novanta il Medagliere del Museo Nazionale Romano, istituito alla fine dell’Ottocento per raccogliere i materiali numismatici provenienti dal territorio di Roma e del Lazio, e giunto a contare oggi nelle proprie collezioni oltre mezzo milione di pezzi. L’organizzazione in quattro sedi è stata mantenuta anche con il DM del 23 gennaio 2016, che ha reso il Museo Nazionale Romano uno degli istituti di rilevante interesse nazionale, dotato di autonomia speciale.