Attività Educative

Cucina e gioca

Siete degli “insaziabili” curiosi?

Volete scoprire cosa mangiavano e come giocavano i bambini romani?
Ecco per voi un po’ di ricette per cucinare!
E per sfide d’altri tempi, scaricate regole e tabelloni per giocare insieme!

 

 

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Avete unabbondanza di frutta estiva e non sapete come conservarla? Ecco un suggerimento dal nostro Apicio! Può funzionare con fichi freschi, mele, prugne, pere e ciliegie: non staccate  il picciolo e immergete i singoli frutti nel miele facendo bene attenzione che non si tocchino tra loro. Si manterranno a lungo e, se siete fortunati, riuscirete anche a mangiarle fuori stagione!
#museonazionaleromano #CucinaeGioca #RicettediApicio #Estate #frutta

Avete un'abbondanza di frutta estiva e non sapete come conservarla? Ecco un suggerimento dal nostro Apicio! Può funzionare con fichi freschi, mele, prugne, pere e ciliegie: non staccate il picciolo e immergete i singoli frutti nel miele facendo bene attenzione che non si tocchino tra loro. Si manterranno a lungo e, se siete fortunati, riuscirete anche a mangiarle fuori stagione!
#museonazionaleromano #CucinaeGioca #ricettediapicio #estate #frutta
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2 settimane fa

Museo Nazionale Romano
Anche se Aebutia non ha avuto bisogno di darsi a una battuta di caccia, forse non avrebbe disdegnato un po’ di selvaggina, per la quale i Romani andavano matti. Per la carne di cervo arrosto Apicio consiglia un’ottima salsa alle prugne da servire calda. Gli ingredienti sono vino, miele, aceto, pepe, levistico, prezzemolo, prugne secche che avrete macerato a lungo nel vino, l’immancabile garum e olio, da mescolare con un mazzetto di porro e santoreggia. Prima di cuocere la carne (un bel cosciotto o la cosiddetta “sella”), vi consigliamo di marinarla a lungo (almeno un paio di giorni) con alcuni degli ingredienti richiesti dalla ricetta (vino, miele, aceto, pepe nero in grani, levistico, santoreggia cui potete aggiungere qualche foglia di alloro e qualche bacca di ginepro), ricordandovi di girarla di tanto in tanto in modo che si imbeva completamente. Servitevi della marinata come fondo di cottura e, mentre la carne cuoce, preparate la salsa mettendola a fuoco bassissimo fino a che il vino e il miele non si siano rappresi prendendo la consistenza giusta. Buon appetito!  #museonazionaleromano #CucinaeGioca #RicettediApicio #selvaggina #cervoalleprugne

Anche se Aebutia non ha avuto bisogno di darsi a una battuta di caccia, forse non avrebbe disdegnato un po’ di selvaggina, per la quale i Romani andavano matti. Per la carne di cervo arrosto Apicio consiglia un’ottima salsa alle prugne da servire calda. Gli ingredienti sono vino, miele, aceto, pepe, levistico, prezzemolo, prugne secche che avrete macerato a lungo nel vino, l’immancabile garum e olio, da mescolare con un mazzetto di porro e santoreggia. Prima di cuocere la carne (un bel cosciotto o la cosiddetta “sella”), vi consigliamo di marinarla a lungo (almeno un paio di giorni) con alcuni degli ingredienti richiesti dalla ricetta (vino, miele, aceto, pepe nero in grani, levistico, santoreggia cui potete aggiungere qualche foglia di alloro e qualche bacca di ginepro), ricordandovi di girarla di tanto in tanto in modo che si imbeva completamente. Servitevi della marinata come fondo di cottura e, mentre la carne cuoce, preparate la salsa mettendola a fuoco bassissimo fino a che il vino e il miele non si siano rappresi prendendo la consistenza giusta. Buon appetito!

#museonazionaleromano #CucinaeGioca #RicettediApicio #selvaggina #cervoalleprugne
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Ahahah! La storia di ieri è finita in… padella! Eravamo rimasti un po’ dispiaciuti della fuga del cervo che ci aveva lasciati “a bocca asciutta”!

3 settimane fa

Museo Nazionale Romano
Ieri vi abbiamo parlato di Ogulnius e delle diverse farine che si usavano a Roma. Ogulnius visse nel I secolo a.C. quando la farina prevalentemente in uso era quella di farro (è Catone a dirci che, per fare un libum più morbido, poteva essere utile servirsi della similago; del libum vi abbiamo già parlato molti mesi fa: https://www.facebook.com/MNRomano/posts/747034146120806). La generazione successiva, rappresentata da Eurysaces e Atistia, si servì progressivamente sempre di più della similago, la farina raffinata di grano duro, che divenne poi quella più usata in età imperiale. 
A proposito, avete mai pensato che il termine “farina” deriva probabilmente proprio da “far”, farro? Ecco la ricetta di Catone per il pane detto “depsticius” con probabile riferimento alla necessità di impastarlo a lungo. Versate la farina di farro nel mortaio, aggiungete a poco a poco acqua e impastate bene e a lungo. Dategli la forma che preferite anche se, per un vero pane romano, quello che ci vuole è una bella ruota con una croce sopra (esattamente come nell’immagine che vedete, che in realtà è tratta da un sarcofago di III secolo d.C.). Cuocetelo nel forno in una pentola di coccio fino a che non abbia un bel colore. Non preoccupatevi, non ci siamo dimenticati del lievito! Il panis depsticius era proprio senza lievito!  #museonazionaleromano #CucinaeGioca #Ricette #pane #pistor #pistores #similago #farro #farina #panisDespticius

Ieri vi abbiamo parlato di Ogulnius e delle diverse farine che si usavano a Roma. Ogulnius visse nel I secolo a.C. quando la farina prevalentemente in uso era quella di farro (è Catone a dirci che, per fare un libum più morbido, poteva essere utile servirsi della similago; del libum vi abbiamo già parlato molti mesi fa: www.facebook.com/MNRomano/posts/747034146120806). La generazione successiva, rappresentata da Eurysaces e Atistia, si servì progressivamente sempre di più della similago, la farina raffinata di grano duro, che divenne poi quella più usata in età imperiale.
A proposito, avete mai pensato che il termine “farina” deriva probabilmente proprio da “far”, farro? Ecco la ricetta di Catone per il pane detto “depsticius” con probabile riferimento alla necessità di impastarlo a lungo. Versate la farina di farro nel mortaio, aggiungete a poco a poco acqua e impastate bene e a lungo. Dategli la forma che preferite anche se, per un vero pane romano, quello che ci vuole è una bella ruota con una croce sopra (esattamente come nell’immagine che vedete, che in realtà è tratta da un sarcofago di III secolo d.C.). Cuocetelo nel forno in una pentola di coccio fino a che non abbia un bel colore. Non preoccupatevi, non ci siamo dimenticati del lievito! Il panis depsticius era proprio senza lievito!

#museonazionaleromano #CucinaeGioca #Ricette #pane #pistor #pistores #similago #farro #farina #panisDespticius
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4 settimane fa

Museo Nazionale Romano
Ecco i nostri Zeus con tutti i pezzi al posto giusto!
#museonazionaleromano #CucinaeGioca #DeiaPezzi

Ecco i nostri Zeus con tutti i pezzi al posto giusto!
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Sbagliate tutte

4 settimane fa

Museo Nazionale Romano
Con il grande caldo, non solo gli uomini si sentono a pezzi, anche gli dei! Riuscite ad aiutare questi poveri ritratti di Zeus a rimettersi in sesto?
Buon divertimento!
#museonazionaleromano #CucinaeGioca #DeiaPezzi #Zeus

Con il grande caldo, non solo gli uomini si sentono a pezzi, anche gli dei! Riuscite ad aiutare questi poveri ritratti di Zeus a rimettersi in sesto?
Buon divertimento!
#museonazionaleromano #CucinaeGioca #deiapezzi #Zeus
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Provo: afh bdi ceg

Basta con i soliti sapori; oggi vi faremo scoprire una ricetta che certamente vi appassionerà. Pensata per fenicotteri e pappagalli, pensiamo possa andare bene anche per volatili di più facile reperibilità (assolutamente da preferire ai fenicotteri, specie protetta). 
Spennate il volatile prescelto, lavatelo e mettetelo a lessare in una pentola con acqua, sale, aneto e aceto. A metà cottura aggiungete un piccolo mazzo di porri e coriandolo e continuate la cottura. Quando sarà quasi pronto, aggiungete un po’ di mosto e, nel frattempo, pestate in un mortaio pepe, cumino, coriandolo, radice di laser, menta, ruta e mescolate con aceto; aggiungete datteri, sugo di cottura e mettete tutto nella pentola ancora sul fuoco. Servite con il sughetto e buona fortuna!  #museonazionaleromano #CucinaeGioca #RicettediApicio

Basta con i soliti sapori; oggi vi faremo scoprire una ricetta che certamente vi appassionerà. Pensata per fenicotteri e pappagalli, pensiamo possa andare bene anche per volatili di più facile reperibilità (assolutamente da preferire ai fenicotteri, specie protetta).
Spennate il volatile prescelto, lavatelo e mettetelo a lessare in una pentola con acqua, sale, aneto e aceto. A metà cottura aggiungete un piccolo mazzo di porri e coriandolo e continuate la cottura. Quando sarà quasi pronto, aggiungete un po’ di mosto e, nel frattempo, pestate in un mortaio pepe, cumino, coriandolo, radice di laser, menta, ruta e mescolate con aceto; aggiungete datteri, sugo di cottura e mettete tutto nella pentola ancora sul fuoco. Servite con il sughetto e buona fortuna!

#museonazionaleromano #CucinaeGioca #RicettediApicio
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No, io o MELA faccio originale (feni...cotte... ri e pappa valli ) o de Sisto sesto .... 😄

radice di laser?

Siete riusciti a scovare i pomeli che il misterioso Pomelo de Pomelis ha nascosto tra le opere delle Terme di Diocleziano?
A proposito del pomelo, forse non sapete che si tratta di un frutto di origini molto antiche e che è considerato il progenitore di tutti i nostri agrumi. Per rinfrancarvi dopo la faticosa ricerca, ecco allora la ricetta che fa per voi: il pasticcio di cedri! Se vi sentite audaci, potrete sostituire il cedro proprio con il pomelo.
Versate in una pentola olio, sale, brodo, porro e coriandolo; tagliuzzateci una spalla di maiale cotta e delle polpettine (se siete pigri, potete ricorrere a una fetta di prosciutto cotto tagliata spessa). Mettete a cuocere e, intanto, tritate pepe, cumino, semi di coriandolo, mosto cotto e aceto; versate la mistura speziata nella pentola e lavorate con aceto portando lentamente a ebollizione. Quando sarà cotto, aggiungete nella pentola il cedro, che avrete già pulito, tagliato a pezzi e lessato. Versate pane grattato per legare, spruzzate di pepe e servite!
#museonazionaleromano #kidpassdays #CucinaeGioca #ricettediApicio #pomelo

Siete riusciti a scovare i pomeli che il misterioso Pomelo de Pomelis ha nascosto tra le opere delle Terme di Diocleziano?
A proposito del pomelo, forse non sapete che si tratta di un frutto di origini molto antiche e che è considerato il progenitore di tutti i nostri agrumi. Per rinfrancarvi dopo la faticosa ricerca, ecco allora la ricetta che fa per voi: il pasticcio di cedri! Se vi sentite audaci, potrete sostituire il cedro proprio con il pomelo.
Versate in una pentola olio, sale, brodo, porro e coriandolo; tagliuzzateci una spalla di maiale cotta e delle polpettine (se siete pigri, potete ricorrere a una fetta di prosciutto cotto tagliata spessa). Mettete a cuocere e, intanto, tritate pepe, cumino, semi di coriandolo, mosto cotto e aceto; versate la mistura speziata nella pentola e lavorate con aceto portando lentamente a ebollizione. Quando sarà cotto, aggiungete nella pentola il cedro, che avrete già pulito, tagliato a pezzi e lessato. Versate pane grattato per legare, spruzzate di pepe e servite!
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Tutte le attività didattiche organizzate da soggetti diversi dal Museo Nazionale Romano dovranno essere preventivamente comunicate e concordate con il Servizio Educativo scrivendo con giusto anticipo a
mn-rm.servizioeducativo@beniculturali.it

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con Coopculture

Il Servizio Educativo del Museo Nazionale Romano svolge numerose attività in collaborazione con il Concessionario Coopculture. La proposta di Coopculture, studiata appositamente per ciascuna delle sedi del MuseoNazionale Romano, si rivolge alle varie tipologie di pubblici con un’offerta variegata di visite guidate, laboratori per adulti e per famiglie, campi estivi, attività specifiche per le scuole. Scopri di più

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e servizio al pubblico

Il Servizio Educativo del Museo Nazionale Romano garantisce ai visitatori con esigenze speciali la possibilità di visitare al meglio il Museo.

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