Il Museo ti Racconta

Un Museo ha sempre tante cose da raccontare. Ecco perché abbiamo preparato per voi “Il Museo ti racconta”, una nuova iniziativa che, in brevi video, vi svelerà il Museo Nazionale Romano che non conoscete: i nostri volti, le nostre storie, i lati nascosti delle nostre opere e delle nostre sedi.

#ilmuseotiracconta / 5
Colori e profumi del Museo Nazionale Romano:
i giardini delle Terme di Diocleziano

Pazienza, cura e dedizione: ecco il segreto dei bellissimi giardini delle Terme di Diocleziano. Ce ne parla oggi il nostro giardiniere Massimo che, ogni giorno da molti anni, sfidando il vento, il gelo o la calura, lavora incessantemente per regalare ai nostri visitatori giardini pieni di colori e profumi.

#ilmuseotiracconta / 4
Vis(i)te da vicino. Il Sarcofago di Portonaccio

Quante volte avreste voluto avvicinarvi un po’ di più alle nostre opere, per osservare un dettaglio che vi aveva colpito o, magari, proprio per scoprirne uno sconosciuto? Oggi #ilmuseotiracconta vi porta a esplorare a distanza ravvicinata uno dei suoi più importanti capolavori: il sarcofago di Portonaccio.

 


#ilmuseotiracconta / 3
MNR Svelato. I Depositi

Scopriamo oggi i depositi del Museo Nazionale Romano, luoghi misteriosi e inaccessibili che custodiscono un patrimonio invisibile tutto da scoprire.

 


#ilmuseotiracconta / 2
MNR Svelato. L’aula VI

Quanti spazi inesplorati, quante opere sconosciute sono racchiuse nel Museo Nazionale Romano?
Iniziamo oggi a scoprirle con MNR svelato.

 


#ilmuseotiracconta / 1
Diomedes il calzolaio

Per il nostro primo appuntamento abbiamo scelto di tornare su una delle nostre #StoriedaMNR, quella del calzolaio Diomedes. Lo abbiamo fatto non solo per mostrarvene un “retroscena”, ma anche per ricordarvi che, a Roma, anche un piccolo pezzo di marmo ha una storia da raccontare. Abbiamo pensato di dedicare questo video a Jess, la ragazza americana che prima ha commesso l’errore di sottrarre un reperto e poi ha deciso di restituirlo proprio al Museo Nazionale Romano. Un gesto importante perché restituire un reperto significa restituire voce a quel reperto, dandogli la possibilità di parlare ancora. Ed è proprio facendo parlare i reperti che possiamo raccontarvi le nostre storie, come quella di Diomedes.

La ricordate? Eccola qui raccontata in un Video.

Diomedes era stanco. Aveva lavorato a lungo e gli facevano male le dita a forza di fare buchi nel cuoio duro delle suole. Ma era stato un lavoro ben pagato e ne era valsa la pena. Non c’era da fantasticare su come investire quel gruzzolo, aveva già deciso. Diomedes aveva un solo unico desiderio: lasciare un segno. Voleva a tutti costi che qualcuno, un giorno, potesse ricordarsi di lui. Proprio lui, che non aveva famiglia, non aveva moglie, né figli, né genitori che potessero piangere la sua morte, pensava che la sua vita meritasse di essere ricordata. Così, pur vergognandosi un po’ di quell’ambizione forse eccessiva per un semplice calzolaio, entrò nella bottega di uno di quegli uomini che incidevano iscrizioni per le tombe e gli parlò, mostrando il denaro che aveva. L’uomo lo ascoltò continuando a scolpire parole. Fu felice di sapere che qualcuno comprendesse davvero il senso del suo lavoro. Quelle parole, incise faticosamente, avevano il compito di tramandare la storia delle loro vite alle generazioni del futuro. Così donò a Diomedes uno scarto di marmo che, una volta murato, sarebbe sembrato un’elegante lastra e i due uomini si accordarono sul testo. Due semplici parole: Diomedes, calzolaio. Così, brevemente, si riassumeva la vita di un uomo.