Storie dell’archivio fotografico

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4 settimane fa

Museo Nazionale Romano
Una delle più straordinarie attrazioni presentate alla Mostra Archeologica del 1911 era il Monumentum Ancyranum,  collocato nel Giardino dei Cinquecento, chiamato per loccasione  Giardino di Ankara. Limponente ricostruzione riproduceva, in dimensioni reali, i resti del pronao e della cella del tempio di Augusto e Roma ad Ankara. Per ottenerne una riproduzione il più fedele possibile fu inviata ad Ankara una spedizione condotta da Azeglio Berretti; il risultato fu straordinario e le testimonianze dellepoca misero in evidenza come, grazie a questo lavoro, fosse possibile percepire il monumento molto più che di fronte alloriginale, occupato comera da costruzioni moderne che vi si addossavano soffocandolo e privandolo della sua dignità monumentale.

#museonazionaleromano #StorieinArchivioMNR #MostraArcheologica1911

Una delle più straordinarie attrazioni presentate alla Mostra Archeologica del 1911 era il "Monumentum Ancyranum", collocato nel Giardino dei Cinquecento, chiamato per l'occasione "Giardino di Ankara". L'imponente ricostruzione riproduceva, in dimensioni reali, i resti del pronao e della cella del tempio di Augusto e Roma ad Ankara. Per ottenerne una riproduzione il più fedele possibile fu inviata ad Ankara una spedizione condotta da Azeglio Berretti; il risultato fu straordinario e le testimonianze dell'epoca misero in evidenza come, grazie a questo lavoro, fosse possibile percepire il monumento molto più che di fronte all'originale, occupato com'era da costruzioni moderne che vi si addossavano soffocandolo e privandolo della sua dignità monumentale.

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Due settimane fa vi abbiamo parlato della ricostruzione del Sepolcro dei Platorini realizzato in occasione della Mostra Archeologica del 1911. Ecco come apparivano i diversi elementi prima di essere inseriti nella ricostruzione: rinvenuto nellaprile 1880, durante i grandi lavori per il Tevere, il monumento fu scomposto. Le diverse parti che lo componevano furono trasportate al Museo e lasciate nellAula X, allora utilizzata come deposito; le statue e le urne, invece, furono destinate allesposizione e furono collocate rispettivamente nel chiostro e nel piano superiore del Museo.

#museonazionaleromano #storieinarchiviomnr #MostraArcheologica1911

Due settimane fa vi abbiamo parlato della ricostruzione del Sepolcro dei Platorini realizzato in occasione della Mostra Archeologica del 1911. Ecco come apparivano i diversi elementi prima di essere inseriti nella ricostruzione: rinvenuto nell'aprile 1880, durante i grandi lavori per il Tevere, il monumento fu scomposto. Le diverse parti che lo componevano furono trasportate al Museo e lasciate nell'Aula X, allora utilizzata come deposito; le statue e le urne, invece, furono destinate all'esposizione e furono collocate rispettivamente nel chiostro e nel piano superiore del Museo.

#museonazionaleromano #StorieinArchivioMNR #mostraarcheologica1911
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Terminata la lunga carrellata sulle opere offerte in prestito dalla Romania, in occasione della Mostra Archeologica del 1911, vi presentiamo oggi lunica ricostruzione realizzata in occasione della stessa mostra che è ancora possibile vedere nel Museo: quella del sepolcro dei Platorini, nellAula X. Rinvenuto il 24 aprile del 1880  nei pressi della Farnesina, il sepolcro fu ricostruito riproponendo lo stato in cui era stato ritrovato. La parte posteriore conservava infatti intatto il bugnato, gli stucchi e le iscrizioni  erano al loro posto mentre e la parte anteriore era stata demolita per la costruzione delle mura aureliane; per ricollocare il grande acroterio, parte del fregio e della cornice, si ricostruì quindi il muro ma in modo che fosse immediatamente riconoscibile dai resti antichi.

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Terminata la lunga carrellata sulle opere offerte in prestito dalla Romania, in occasione della Mostra Archeologica del 1911, vi presentiamo oggi l'unica ricostruzione realizzata in occasione della stessa mostra che è ancora possibile vedere nel Museo: quella del sepolcro dei Platorini, nell'Aula X. Rinvenuto il 24 aprile del 1880 nei pressi della Farnesina, il sepolcro fu ricostruito riproponendo lo stato in cui era stato ritrovato. La parte posteriore conservava infatti intatto il bugnato, gli stucchi e le iscrizioni erano al loro posto mentre e la parte anteriore era stata demolita per la costruzione delle mura aureliane; per ricollocare il grande acroterio, parte del fregio e della cornice, si ricostruì quindi il muro ma in modo che fosse immediatamente riconoscibile dai resti antichi.

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Traiano e il suo aiutante di campo sono i protagonisti dellultimo rilievo  tratto dal Monumento di Adamclisi che vi presentiamo in questa lunga carrellata di approfondimento sui calchi offerti dalla Romania nel 1911, in occasione della Mostra Archeologica. Limperatore è ben riconoscibile sulla sinistra. VI ricordiamo che da domani inizia lultima settimana di apertura della mostra  𝗗𝗮𝗰𝗶𝗮 – 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. Non perdete loccasione di ammirare gli oltre 1000 reperti che ripercorrono lo sviluppo storico e culturale del territorio dell’attuale Romania lungo un periodo di oltre mille anni, dall’VIII secolo a.C. al VII secolo d.C.

𝗗𝗮𝗰𝗶𝗮 – 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀
𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗧𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼𝗰𝗹𝗲𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼
viale de Nicola 78
dal martedì alla domenica 9,30-19,00 (ultimo ingresso ore 18,00)
#museonazionaleromano #TermediDiocleziano #dacia_ultimafrontiera

#storieinarchiviomnr #museonazionaleromano #daciaultimafrontieraromanita #mostraarcheologica1911

Traiano e il suo aiutante di campo sono i protagonisti dell'ultimo rilievo tratto dal Monumento di Adamclisi che vi presentiamo in questa lunga carrellata di approfondimento sui calchi offerti dalla Romania nel 1911, in occasione della Mostra Archeologica. L'imperatore è ben riconoscibile sulla sinistra. VI ricordiamo che da domani inizia l'ultima settimana di apertura della mostra 𝗗𝗮𝗰𝗶𝗮 – 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. Non perdete l'occasione di ammirare gli oltre 1000 reperti che ripercorrono lo sviluppo storico e culturale del territorio dell’attuale Romania lungo un periodo di oltre mille anni, dall’VIII secolo a.C. al VII secolo d.C.

𝗗𝗮𝗰𝗶𝗮 – 𝗹’𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀
𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗥𝗼𝗺𝗮𝗻𝗼, 𝗧𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼𝗰𝗹𝗲𝘇𝗶𝗮𝗻𝗼
viale de Nicola 78
dal martedì alla domenica 9,30-19,00 (ultimo ingresso ore 18,00)
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Nella Mostra Archeologica del 1911 la ricostruzione del Monumento di Adamclisi non poté tenere conto degli studi con i quali si cercava di ricomporre lesatta successione delle metope, secondo le diverse scene realizzate: il monumento ricordava la vittoria romana, presentando anche i diversi soldati impegnati nelle fasi della conquista, come in questa metopa che vi presentiamo oggi in cui potete riconoscere 3 signiferi (portatori di insegne) romani
#storieinarchiviomnr #museonazionaleromano #daciaultimafrontieraromanita #mostraarcheologica1911

Nella Mostra Archeologica del 1911 la ricostruzione del Monumento di Adamclisi non poté "tenere conto" degli studi con i quali si cercava di ricomporre l'esatta successione delle metope, secondo le diverse scene realizzate: il monumento ricordava la vittoria romana, presentando anche i diversi soldati impegnati nelle fasi della conquista, come in questa metopa che vi presentiamo oggi in cui potete riconoscere 3 "signiferi" (portatori di insegne) romani
#storieinarchiviomnr #museonazionaleromano #daciaultimafrontieraromanita #mostraarcheologica1911
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Buonasera, volevo sapere se il 21 di Aprile l'ingresso alla mostra sulla Dacia ed a questa iniziativa è gratutito per tutti o comunque a pagamento: Domenica 21 aprile ore 17,00 - Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano Finissage della Mostra “Dacia, l’ultima frontiera della romanità” - sfilata di moda “Dacica, il tempo che si rinnova” di Daniela Otea animato con la collaborazione tra collaborazione Nimfe Dacie- Gruppo Storico Romano

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